Associazione Italiana

Biblioterapia Poesiaterapia

Le attività dell’Associazione BIPO

Formazione

BIPO mira a creare percorsi di formazione continua e di specializzazione per i professionisti.

Conferenze

Per dialogare con gli esperti di settore, BIPO organizza conferenze con associazioni e università.

Meeting

Il confronto sta alla base dell’attività della BIPO che promuove meeting di vario genere.

Gruppi di lavoro

Per rendere più efficace la formazione, BIPO organizza gruppi di lavoro e promozione professionale.

 

Venerdì 15 marzo 2024 si terrà presso l’Università degli studi di Verona un convegno dal titolo LIBRI E BENESSERE. BIBLIOTERAPIA IN BIBLIOTECA E A SCUOLA. Si tratta di un convegno che non partirà dalle basi della biblioterapia, ma si discuterà di ricerca, case study e analisi applicative. La partecipazione è gratuita e include, oltre al posto in sala, un kit congressuale, il coffee break e il pranzo.
Sarà presente l’intero consiglio direttivo, mentre il presidente, Marco Dalla Valle, e il consigliere Paolo Maria Manzalini saranno tra i relatori.

Per iscriversi, basta utilizzare il QR code presente in locandina. Le iscrizioni saranno accettate fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 

Questo convegno è particolarmente importante perché vede la concessione da parte della BIPO del proprio logo a titolo non oneroso, un modo per entrare in contatto con altre realtà del mondo del libro e della lettura in veste ufficiale a rappresentanza dei propri soci. Un altro piccolo passo per crescere.

QR code per l’iscrizione al convegno

Hi

Cos’é BIPO

BIPO – Associazione Italiana di Biblioterapia e Poesiaterapia nasce da un’esigenza irrinunciabile: tutelare la disciplina e gli utenti che la utilizzano e rappresentare coloro che ne fanno uno strumento professionale. A oggi non esiste un’abilitazione per praticare la “biblio/poesiaterapia” (da questo momento, come accade nei paesi anglosassoni, questo termine sta per indicare entrambe, appartenenti alla stessa disciplina pur essendo due tecniche differenti), non è stato creato un codice ATECO che ne tuteli la professionalità, non è stato condiviso un codice etico per garantire standard elevati, non è richiesto un piano di formazione continua, non sono stati ipotizzati servizi di supervisione, non è stata creata una comunità in grado di condividere scoperte e difficoltà. Tutto questo e altro ancora sono gli strumenti necessari ai professionisti che praticano a diversi livelli la biblio/poesiaterapia e che possiamo osservare nel modello più alto: l’International Federation for Biblio/Poetry Therapy (IFBPT), ente statunitense che si occupa del training e re-training dei professionisti medici e non medici. Dopo di loro, che hanno cominciato a lavorare negli anni Sessanta del Novecento, anche in Europa, a partire dagli anni Settanta, è nata la stessa esigenza. Ungheria e Finlandia hanno seguito l’esempio, costituendo associazioni in grado di affiancare la formazione di base e diventare intermediari a favore dei propri iscritti e degli utenti. Esattamente come per la formazione, dove nulla può essere inventato, anche la tutela della biblioterapia come disciplina deve seguire l’esempio di chi, prima di noi, si è cimentato in questo campo.

Approccio terapeutico

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Biblioterapia

La biblioterapia, o libroterapia è un metodo di terapia che ricorre alla lettura di libri. Attraverso l’analisi del soggetto, il terapista è in grado di selezionare un libro adatto alla situazione dell’utente. L’individuo, leggendo, attua un processo di introspezione che lo induce a riflettere su di sé. Possiamo definire la biblioterapia (o Shared Reading) come l’utilizzo creativo e ragionato dei libri per raggiungere obiettivi grazie alla guida o l’intervento di un facilitatore. Biblioterapia è un termine che è stato coniato nel 1916 da Samuel Crothers: non è quindi una disciplina nuova. Oggi viene chiamata anche Shared Reading per evitare la concezione “sanitaria” che la parola originaria fraintende. Biblioterapia e Shared Reading sono quindi concetti sovrapponibili. Se ne sente parlare poco e in modo approssimativo di questo strumento. E invece è un metodo a disposizione di diversi professionisti medici e non medici. Ognuno di loro può avvalersi di ogni tipo di materiale narrativo per raggiungere i propri obiettivi professionali.

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Poesiaterapia

La poesia può rappresentare per ognuno di noi la via privilegiata per conquistare una maggiore consapevolezza di sé e un maggiore stato di benessere, in tutte le fasi della nostra crescita e della nostra vita. Da quando siamo ancora nel grembo fino alla morte, la poesia ci può venire in aiuto e possiamo impiegarla come forma di auto-aiuto. Negli Stati Uniti il suo riconoscimento formale è arrivato nel 1969, con la fondazione dell’APT: Association of Poetry Therapy. In Italia ancora non si parla di una figura riconosciuta a livello professionale ma di singole esperienze alcune delle quali molto significative. E’ una disciplina che usa le liriche per stare meglio e che si applica in diversi contesti, da quello dello sviluppo infantile all’ospedalizzazione.

Aperte le iscrizioni al Registro dei facilitatori di Bibliopoesiaterapia

A partire dal 1° febbraio 2024, sono aperte le iscrizioni al Registro dei facilitatori di bibliopoesiaterapia. Possono richiedere l’iscrizione tutti i soci in ordine con il versamento della quota annuale. Le domande riceveranno riscontro entro 60 giorni. Nel caso di accettazione, si procederà all’inserimento nella pagina del Registro dei facilitatori, rendendo pubblico il curriculum oltreché eventuali siti su cui il professionista opera. Se, invece, la richiesta sarà respinta, la decisione verrà motivata per iscritto e con un colloquio online per spiegare gli elementi che mancano e da ottenere prima di ripetere la richiesta.

I soci che desiderano ricevere il modulo per la richiesta e procedere con la pratica, devono scrivere a marcodallavalle@biblioterapiaitaliana.com

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Registro dei facilitatori di biblioterapia: come iscriversi

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Da giovedì 14 a sabato 17 dicembre 2023, si terrà il primo Festival internazionale di Poesiaterapia. Sarà un grande evento di cui siamo grandemente orgogliosi perché il nostro vicepresidente, Dome Bulfaro, ne è il promotore. Il suo lavoro viene premiato con la...

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Chi è amato non conosce morte

In un momento così tragico come quello che in Italia si sta vivendo per l'ennesima volta, è difficile trovare le parole giuste per esprimere il rammarico e il dolore per una vittima che aveva davanti una vita che le è stata tolta. Noi della BIPO, che si occupa di...

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Scopri tutti i corsi dell’Associazione Italiana Biblioterapia Poesiaterapia

La BIPO ha a cuore il corretto utilizzo delle parole, anche nelle differenziazioni di genere, nel rispetto di ognuno. Nei testi del sito però non vengono utilizzati simboli includenti, come ad esempio la schwa, ma solo per una maggiore scorrevolezza del testo. Esattamente come accade nei libri. La BIPO sostiene fortemente il diritto a riconoscersi in qualsiasi genere e a essere riconosciuti in esso, rigettando ogni tipo di discriminazione.

Marco Dalla Valle

Presidente di BIPO